Idepart | SCILLA (Reggio Calabria – Calabria – Italia)
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SCILLA (Reggio Calabria – Calabria – Italia)

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La leggenda di Scilla e Cariddi

Lo Stretto di Messina è il braccio di mare che collega il mar Tirreno con lo Ionio e separa la Calabria dalla Sicilia. Ebbene, attraversare le acque dello Stretto in balìa di correnti contrapposte, secoli fa deve aver così tanto spaventato i marinai da far loro pensare che quel passaggio fosse abitato da due mostri orribili, l’uno di fronte all’altro: Scilla, che in realtà è uno scoglio, ma nel mito diventa colei che dilania, e Cariddi, un gorgo marino, colei che risucchia. Ne parlano Omero, Virgilio e anche Dante, ovviamente nell’Inferno. Entrambe creature divine, votate alla bellezza e alla giovinezza eterne, compiono azioni sbagliate che gli dei puniscono trasformandole in mostri. Scilla rifiuta le profferte amorose di Glauco, un semidio metà uomo e metà pesce, e viene trasformata in una creatura che è donna fino al bacino, ma che al posto delle gambe ha sei musi di cagna feroce innestati su colli di serpente. Cariddi ha rubato i buoi di Eracle e li ha pure divorati. La sua punizione è essere trasformata in unalampreda, un pesce-serpente dalla bocca enorme, condannata ad ingurgitare tre volte al giorno enormi quantità d’acqua con navi e uomini annessi, e a vomitarla altrettante volte restituendo solo ciò che resta. Scilla e Cariddi erano quindi i mostri a guardia dell’odierno Stretto di Messina. Era tanto il terrore di attraversare lo Stretto che, ancora oggi, quando si dice stare fra Scilla e Cariddi si vuol dire “dover scegliere tra due possibilità ugualmente sgradevoli e pericolose”.