Idepart | CABRAS (Oristano – Sardegna – Italia)
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CABRAS (Oristano – Sardegna – Italia)

Stagno-Cabras-Oristano-Sardegna

Is fassonis, le barche degli stagni

Una volta nello stagno di Cabras si pescava con i fassoni, imbarcazioni molto leggere, dalla forma appuntita, fatte di piante lacustri essiccate e legate con fili di fibre naturali. Pare che la tecnica risalga ai Fenici che arrivarono qui alla fine dell’VIII secolo a.C. Barche come queste sono state trovate presso il lago Titicaca in Perù, cosa che testimonia che erano in uso anche presso le popolazioni precolombiane. Sulle rive dello stagno, uno dei più grandi bacini di acqua dolce della Sardegna, sorge Cabras, un piccolo centro a qualche chilometro da Oristano. E’ una zona umida animata da un’insolita vivacità: molti uccelli vivono qui tutto l’anno; altri vi sostano durante la migrazione dall’Africa al Nord Europa e, qualche mese dopo, quando ritorneranno nel loro continente. Qui, in certi periodi dell’anno, si possono vedere e fotografare i fenicotteri rosa. La più antica testimonianza della presenza umana nel territorio è stata trovata nello scavo di Cuccuru is Arrius, che ha restituito tombe del neolitico (4000 a.C.). Di particolare interesse a livello storico e archeologico è l’area di Tharros, che conserva numerose testimonianze del periodo nuragico, tra cui due nuraghi e il villaggio sulla collina di Muru Mannu.Una ricorrenza molto sentita è la processione di san Salvatore, il primo sabato di settembre, che ricorda il salvataggio della statua del Santo quando i saraceni sbarcarono nel golfo di Oristano. I fedeli, 800 uomini vestiti del saio bianco dei penitenti, portano correndo la statua da Cabras alla borgata di san Salvatore di Sinis, 7 chilometri di distanza. Il giorno dopo, la domenica, i curridoris, a piedi nudi e sempre di corsa, rifanno il tragitto al contrario e il Santo ritorna nella sua cappella a Cabras. Piatto tradizionale dei pescatori è il “sa merca” di muggine. Questo piatto racconta di un tempo in cui il cibo andava conservato con cura, perché gli uomini passavano giorni e giorni a bordo delle barche lontani da casa. “Sa merca” è un’erba palustre, a foglia carnosa, che serve a mantenere morbido il pesce e a dargli un aroma particolare. Viene ancora preparato nei ristoranti e negli agriturismi dei comuni di Cabras, Riola, Nurachi e Baratili San Pietro. E, naturalmente, anche durante la sagra per la festa di San Salvatore.