Idepart | Dormire in una yurta - Strutture extralberghiere
Fra le strutture extralberghiere, la yurta è la più agile, la più ecologica e anche la più suggestiva
strutture extralberghiere, yurta, dormire in una yurta
58
single,single-post,postid-58,single-format-standard,ajax_updown_fade,page_not_loaded,

Dormire in una yurta – Strutture extralberghiere

Introduzione-Strutture-Extralberghiere

Le strutture extralberghiere stanno ottenendo molto favore di pubblico e altrettanto credito presso gli  osservatori del turismo che prevedono per loro un trend in crescita nel prossimo futuro: B&B, agriturismi, guest-house sono infatti sistemi flessibili che riescono facilmente a  soddisfare le richieste di una clientela sempre più attenta ed esigente, offrendo anche ottimi servizi a prezzi competitivi.

Il costume è cambiato negli ultimi anni, i gusti si sono affinati, la ricerca di comfort va di pari passo con la richiesta dell’aria climatizzata e di una  connessione veloce. E’ cambiato il modo di  intendere la permanenza fuori casa.

Dieci o venti anni fa si sceglieva di alloggiare nelle strutture extralberghiere per risparmiare: in qualche modo, si accettava una sorta di condivisione degli spazi in cambio di un vantaggio economico.  Essere ospiti di una famiglia che metteva a disposizione una camera, comportava quasi sempre di usare lo stesso bagno e conformarsi alle abitudini e agli orari dei padroni di casa.  Era insomma una coabitazione non sempre gradita da entrambe le parti.

Accanto al risparmio sulle spese di soggiorno, che è sempre un aspetto esaminato con molta attenzione, oggi si scelgono le strutture extralberghiere per trovare ambienti non standardizzati e più rispettosi dell’ambiente. E’ facile che un albergo abbia camere tutte uguali, con gli stessi mobili e gli stessi colori nei copriletti e nei tendaggi. In un bed and breakfast o in agriturismo l’arredamento segue di più il gusto dei proprietari, magari sono mobili di famiglia e gli ambienti richiamano il calore di una casa, e fanno sentire a casa chi ci si ferma per qualche giorno.

E ancora. Se per un albergo o un complesso alberghiero sono necessari investimenti importanti per  costruire o ristrutturare gli ambienti e adottare, almeno in parte, materiali naturali ed energie rinnovabili, questo è più facile per le strutture extralberghiere, che sono molto più piccole e più facili da innovare.

La ricerca da parte degli utenti di ambienti eco-friendly è sempre più frequente: non basta più affacciarsi e vedere un panorama per sentirsi nella natura, adesso comincia a farsi strada anche il piacere di dormire ed essere circondati da materiali naturali.

Questa attenzione per l’ambiente è anche confermata dalla crescente fortuna dello  “yurta and breakfast”, la recentissima variante dell’ormai noto “bed and breakfast”. La yurta è la tenda che tuttora usano i nomadi della Mongolia. La sua struttura è una griglia circolare di legno che fa da perimetro alla tenda e da appoggio ai pali che sorreggono la cupola. I pali partono dal perimetro e convergono sull’anello centrale che chiude la sommità della cupola, sorretto da due colonne in legno: l’effetto a raggiera che si produce all’interno della tenda è insolito ed esteticamente molto gradevole. La griglia viene poi ricoperta con uno o più strati di feltro fissati alla struttura con dei lacci;  lo strato più esterno è il caratteristico telo bianco, talvolta abbellito da ricami colorati. L’apertura centrale in alto garantisce il ricambio dell’aria, fa entrare la luce e funge anche da orologio: i raggi del sole, penetrando all’interno, illuminano punti diversi della tenda, segnando così le  ore.

Fra le strutture extralberghiere, la yurta è la più agile, la più ecologica e anche la più suggestiva: non ha bisogno di fondamenta; è costruita con materiali che offrono un’elevata resistenza alle intemperie e un ottimo isolamento termico; è comoda e spaziosa. Da qualche anno, in Europa  la si sta adottando per creare spazi adatti a seminari, a fare meditazione e attività di gruppo e c’è chi, per necessità o per spirito di avventura, ne sta facendo la propria abitazione per periodi più o meno lunghi.

Sicuramente molto più curata dell’originale nei dettagli, abbellita e arredata talvolta anche lussuosamente, la yurta è arrivata in Occidente ed è stata accolta con molto favore in Francia, Spagna, Belgio e Olanda. Da noi, lo “yurta and breakfast” è entrato con tutto il suo fascino  nell’ospitalità delle strutture extralberghiere: in alcuni B&B, agriturismi e campeggi molto glamour, i cosiddetti glamping, si può dormire e fare colazione in una capanna mongola con vista sulle Alpi o sulla campagna toscana. Cosa che fa di una vacanza, una vacanza molto speciale.