Idepart | Quota fissa o Percentuale?
E allora torniamo alla domanda iniziale: meglio la quota fissa annuale o la percentuale sul prenotato?
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Quota fissa o Percentuale?

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In Italia si vanno affermando portali nazionali e internazionali che sono sempre più utilizzati per la prenotazione online e hanno contribuito a ridefinire il rapporto utente/struttura.
Come in tutte le cose, anche qui ci sono stati cambiamenti. Se dieci anni fa i portali offrivano l’iscrizione alle strutture in cambio di quasi nulla, poi hanno via via imposto condizioni sempre più stringenti e percentuali esose. In un periodo così, questa situazione non agevola certamente la ripresa e l’Italia, nonostante sia il quinto Paese più visitato al mondo, rischia di retrocedere addirittura dietro Inghilterra e Germania, che pure non possono contare sulla ricchezza del nostro patrimonio artistico.
Ultimamente la tecnologia è entrata a gamba tesa in tutto quell’ampio settore che è l’informazione sull’offerta turistica e sta rendendo le ricerche più facili e veloci: la diffusione a macchia d’olio dei dispositivi mobili ha fatto sì che il 52% degli utenti prenoti il proprio soggiorno da smartphone o da tablet.
Delineato il quadro a grandissime linee, varrà la pena fare qualche riflessione.

* Ad oggi, una struttura può essere presente sui portali in cambio di due diverse forme di pagamento: può sottoscrivere un abbonamento annuale oppure riconoscere al portale una percentuale sul prenotato. In sostanza, può scegliere di avere una pagina con le informazioni necessarie a descrivere ambienti, servizi e quant’altro, pagando una quota fissa all’anno (mediamente attorno ai cento euro) ; oppure può scegliere di usufruire gratuitamente della pagina ma pagare una percentuale compresa fra il 10 e il 20%, sul totale del prenotato.

* Ultimamente alcuni portali hanno spostato l’onere del compenso dalla struttura all’utente, trattenendo il corrispettivo della prenotazione fino a 24 ore dopo il check-in. Se il cliente non avrà avuto lamentele da fare, significherà che il portale è autorizzato a bonificare il dovuto alla struttura.

* Capita spesso che i portali, normalmente i maggiori, attivino campagne ad-words e/o sui social network al fine di proporre tramite i cookie ospitati dai singoli computer le migliori offerte per le zone più seguite dall’utente o in base alle preferenze che l’utente ha manifestato facendo le sue ricerche sul web. Il che comporta per chi è iscritto il vantaggio di avere una visibilità che non potrebbe neanche sognare se non fosse presente sul portale.
E di questo i portali si fanno forza. Girando nella rete fra blog, forum e recensioni mi sono imbattuto nei dubbi di un albergatore che chiedeva: “Siamo sicuri che pagare il 20% di commissione su una prenotazione sia congruo? tanto più che il cliente sa già dove andare e non ha avuto consigli dal portale. Il quale, se almeno offrisse indicazioni su possibili destinazioni, ci aiuterebbe a trovare nuovi clienti”. Interessante!

*Oggi i portali dedicano gran parte delle loro energie alla promozione; alcuni si stanno impegnando giustamente sulla grafica per migliorare l’user experience dell’utente. Una grafica gradevole, chiara, e un’impostazione che fa trovare subito all’utente ciò che cerca, sono tutte cose che determinano il raggiungimento dell’obiettivo: che l’utente si convinca a prenotare.

* A scapito di questa facilitazione, succede spesso però che non si possa comunicare né con lo staff che ha la responsabilità del portale, né si possa comunicare tra cliente e struttura prima della prenotazione. Per cui non è dato sapere se, ad esempio, la struttura è disposta ad applicare ad una specifica richiesta una tariffa agevolata, o se le sue caratteristiche non corrispondono alle aspettative dell’ospite, magari a causa delle scarne informazioni contenute sul portale. In questi casi, il cliente con chi se la prende? Quante volte capita di ricevere mail-spazzatura generate da richieste multiple che non c’entrano niente con voi e con la vostra struttura?
Sono sempre più convinto che manchino gli approfondimenti capaci di andare incontro alle esigenze di una clientela che richiede chiarezza.

* Per le strutture extra-alberghiere il panorama diventa ancora più complicato. Spesso affittare una stanza, una seconda casa o una dependance costa più di quanto rende. E per giunta, si tratta per la gran parte di strutture promosse male attraverso siti impresentabili, non indicizzati, fatti da dilettanti sedicenti professionisti, con foto sgranate e senza la benché minima cognizione di come si rende “usabile” un sito per il web. Analisi competitiva, lettering, studio del logo o client survey nel caso di un progetto di redesign, appaiono ai più come parole misteriose o impronunciabili. L’importante è spendere poco. Peccato che poi i risultati non arrivino!

* Se si ha un sito fatto bene, ben indicizzato e tanto visitato da occupare posizioni alte, si può provare a stare da soli. O, per meglio dire, si può provare a stare anche da soli, perché stare su un portale significa comunque disporre di una vetrina visitata da molti, moltissimi potenziali clienti. Ma a questo punto, bisogna riuscire a conciliare la propria capacità economica con il ritorno che si ha dalla spesa.
E allora torniamo alla domanda iniziale: meglio la quota fissa annuale o la percentuale sul prenotato?