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La colazione slow aiuta a recuperare la calma, è fatta di tradizioni locali riscoperte e di un rinnovato gusto per i piccoli piaceri che addolciscono la vita
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Colazione slow, che passione!

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Sono sempre più numerosi i ristoranti e caffè che fanno del “consumare lento” un punto a favore, e tanti bed and breakfast stanno raccogliendo la sfida. Anche se non ci hai dormito, ci sono strutture “letto e colazione” che ti accolgono per una colazione slow mentre sfogli il giornale fresco di stampa. E’ una moda che viene da fuori e che da noi sta avendo una buona accoglienza. L’idea di aprire le porte a chi vuol fare colazione anche se non ha pernottato è una vera chicca: il dolce ancora caldo, le marmellate fatte in casa, magari con prodotti a km. 0, attraggono più di una triste merendina confezionata. Il tutto in un’atmosfera calma e accogliente che assomiglia al calore di una famiglia.

I proverbi dicono il vero quando recitano che “chi ben comincia è a metà dell’opera” e che “le ore del mattino hanno l’oro in bocca”. Cominciare bene la giornata, nutriti il giusto e gratificati il giusto, promette di farci affrontare le inevitabili difficoltà con quel tanto di ottimismo che fa la differenza.

E’ il momento della colazione slow. Da qualche tempo si sta verificando nel costume una reazione alla vita convulsa di tutti i giorni; si comincia a capire che efficienza e frenesia non vanno d’accordo, che anzi fanno a pugni, perché per essere efficienti bisogna essere concentrati, non agitati. Prendersi un quarto d’ora la mattina, sedersi a tavola con i propri cari, sorseggiare un caffè invece che trangugiarlo, è un modo per rinsaldare i rapporti e concedersi una tregua che allenta le tensioni.

La colazione slow aiuta a recuperare la calma, è fatta di tradizioni locali riscoperte e di un rinnovato gusto per i piccoli piaceri che addolciscono la vita. Certo, si fa ancora la colazione al bar, in piedi e con lo scontrino già in tasca per fare prima ma la tendenza è verso un andamento lento. Se n’è accorta addirittura una famosa catena di fast food che da qualche tempo propone cibi genuini e la “colazione che non c’era”.

In realtà c’era e da parecchio, solo che era stata dimenticata.

Negli anni ’50 c’erano la zuppa di latte e gli avanzi del giorno prima; con il boom degli anni ’60 arrivano biscotti, burro, cornetti, cereali, creme spalmabili, marmellate, miele e merendine. Negli anni ’70 si affermano le fette biscottate e compare lo yogurt; negli anni ’80 vanno tantissimo i cereali; negli anni ’90 si diffondono i prodotti integrali e i biscotti a basso contenuto di grassi.

Oggi la scelta non è tanto sul “che cosa” ma sul “come”. Nonostante la fretta continui ad inseguirci, la colazione slow conquista sempre più estimatori. Secondo l’indagine dell’Osservatorio Aidepi/Doxa, sono 35 milioni gli italiani che fanno la colazione tutti i giorni, in compagnia di familiari o di amici, e dedicano particolare attenzione ai prodotti salutistici e alla frutta fresca, a fronte dei 7 milioni che abitualmente la saltano. Insomma, oggi per molti la colazione è un vero e proprio rito che, a dispetto dei frenetici ritmi di vita a cui siamo sottoposti, riunisce ogni giorno una famiglia al completo su 3, e 8 volte su 10 figli e genitori mangiano gli stessi prodotti e scelgono le stesse marche.